1980, Antonio Greggio sull'attività di Crocetti

12 giugno 2018

SU UNA MOSTRA DELLO SCULTORE VENANZO CROCETTI

 

Il mattino scalpita di bronzei cavalieri.

Per scure fessure e rilucenti grumi,

forza tesa è il metallo e geometriche

certezze irradia. Nell'equilibrio

dei contrastanti ritmi, le rattenute

forme fremono luce.

 

A mezzodì, sull'astrale fulcro

incandescente, una ruota selvaggia

d'energie primigenie scatena belve

ruggenti in spire vorticose. La fatale

ferocia, inesorabile, con artigli e zanne

abbranca e strazia.

 

Ma la sera ogni assillo, tenera, placa

e delle più pure nudità la feminea bellezza

in armoniosi gesti scioglie. Il silenzio

accenna un sorriso, mentre dai palpitanti

corpi s'esprime, sussurrata, della Vita

la pensosa dolcezza.

 

Roma, luglio 1980             Antonio Greggio

 

il 12 luglio 1980, Greggio scrisse a Crocetti: ".... nelle tre stanze dell'acclusa poesia ho inteso anche riassumere, in controluce, la Sua vita: IL MATTINO è la gioventù, piena di programmi, luminosa, laboriosa e volta al futuro; IL MEZZODI' è l'apice della Sua attività, quando per le crescenti affermazioni, i premi e la notorietà, si mette in moto l'inevitabile girandola di antagonismi e incomprensioni, in una lotta spesso dolorosa; LA SERA è la maturità che, con la raggiunta consapevolezza degli alti valori conquistati e inamovibili, consente una serena e più distaccata accettazione dell'esistenza, nella quale Lei sa che lascerà non piccolo segno. .... "

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